Il sole splende, ma su Kos si stende l’ombra di una stagione turistica forse ormai compromessa. La forte scossa di terremoto che giovedì notte fa ha investito l’isola greca, facendo 2 morti, ha scosso alle fondamenta l’intero comparto turistico.
Lo shock dei turisti e la fretta di andarsene
Termometro delle possibili ripercussioni lo shock di cui parlano i vacanzieri, presenti al momento del sisma. “La gente gridava e tutto ha cominciato a crollare – ricorda un turista australiano -. Non avevo mai vissuto una cosa del genere. È stato spaventoso”. Le telecamere a circuito chiuso ancora a testimoniare i momenti di panico, molti turisti incarnano i timori degli operatori, esprimendo un solo desiderio: lasciare l’isola. “Ce ne siamo subito andati e ci siamo diretti verso un’area piatta e coltivata, in cui non c’era il rischio di crolli – racconta una giovane statunitense -. Solo una volta lì ci siamo un po’ tranquillizzati. E soltanto ora ci sentiamo abbastanza rassicurati per tornare in città. Di tanto in tanto si avvertono ancora delle scosse, ma non sono così frequenti. Finalmente potremo quindi voltare pagina e riprendere le nostre vacanze”.
“Vietato drammatizzare”: l’imperativo di Tsipras per non nuocere all’economia
Il premier Alexis Tsipras ha dal canto suo invitato a evitare drammatizzazioni e a non ingigantire la situazione. Soprattutto in piena stagione estiva, per l’economia dell’isola l’urgenza è ora un pronto ritorno alla normalità. “Un milione e mezzo i turisti che visitano l’isola di Kos ogni anno – spiega il nostro corrispondente, Michalis Arampatzoglou -. La tempistica di questo forte sisma getta ora l’incertezza sul proseguimento della stagione turistica. I commercianti locali non si mostrano tuttavia al momento particolarmente allarmati e plaudono al fatto che si stia già lavorando alla riparazione dei danni”.