Una indagine nata da una denuncia di una dipendente della Regione Lazio, in cui si parla di abusi sessuali e che coinvolge il dirigente Massimo Messale. Si tratta di una persona in passato impegnata politicamente nell’area tiburtina, con importanti incarichi in Comune, a Tivoli, dove è anche stato assessore.
L’uomo lavora in Regione da circa 15 anni e dal 2022 ricopre la carica di dirigente negli uffici di supporto al Garante dei detenuti e al Garante dell’infanzia, oltre che all’area di supporto alla Commissione Giubileo. Una persona rispettata, un professionista noto che ha diretto anche l’ufficio «Banche dati, Pubblicazioni, Trattamento dati personali e Tutela dei dati personali».
Ora la procura di Roma lo ha iscritto nel registro degli indagati. Il fascicolo è affidato al pool di magistrati coordinati dall’aggiunto Giuseppe Cascini, ovvero ai pubblici ministeri di piazzale Clodio che si occupano di violenze contro le fasce deboli e reati di natura sessuale. La donna, 40 anni, sposata e con figli, lavorava proprio in quegli uffici. L’indagato era il suo dirigente di riferimento, una persona che vedeva frequentemente per motivi di lavoro. Secondo le accuse mosse dalla vittima, Messale la avrebbe palpeggiata e avrebbe tentato di baciarla. Una situazione che i carabinieri stanno accertando scavando anche nel passato.