Corso riesce a rintracciare Liana e la insegue fino all'enorme castello di famiglia — i de St.Martin, nobili decaduti — che si trova in campagna fuori città e che ha potuto restaurare grazie ai soldi del ricchissimo marito. I due scoprono che la vedova Telfer e altri adepti stanno per celebrare un rituale, facendo questi parte di un'antica setta di devoti adoratori del Diavolo e che proprio Liana viene riconosciuta come una sorta di "sacerdotessa" solita a organizzare ritrovi annuali nel suo maniero per dedicarsi a messe nere commemorative di Torchia, sfruttando la copia del Nove porte in suo possesso nel tentativo di evocare Lucifero. Andrew Telfer aveva scoperto l'abitudine della moglie e, per la disperazione, si era suicidato non prima però di aver venduto l'amato tomo nel tentativo di fare alla donna un ultimo torto. Corso si intrufola camuffato nella celebrazione, ma prima che possa agire irrompe improvvisamente Balkan, che ammonisce tutti i presenti, dando loro dei «buffoni in abiti strani» e dicendo che non sarebbero mai degni dell'apparizione di Satana, poi afferma che solo lui aveva capito il significato del libro e di aver finalmente compreso il segreto delle Nove Porte; uccide quindi Liana e si riappropria del libro. Così facendo semina il panico nella stanza della cerimonia facendo scappare tutti i discepoli della setta. Corso tenta di intervenire, ma la ragazza misteriosa lo trattiene e lascia fuggire Balkan.