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Varese, blitz contro la Comunità Militante dei Dodici Raggi – Do.Ra. (11.06.25)

2025-06-11 30 Dailymotion

https://www.pupia.tv - Armi bianche, stendardi nazifascisti, documentazione ideologica e contenuti online di matrice razzista. È quanto emerso dal blitz condotto l’11 giugno da Polizia di Stato e Carabinieri, su delega della Procura della Repubblica di Varese, nell’ambito di un’indagine che coinvolge la Comunità Militante dei Dodici Raggi – Do.Ra., storicamente attiva nella provincia varesina.

Le perquisizioni, eseguite presso la sede del gruppo a Azzate e nelle abitazioni di dieci militanti, sono state condotte dagli agenti della Digos delle Questure di Varese e Milano, supportati dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e dai militari del Raggruppamento Operativo Speciale (R.O.S.) di Milano.

Gli inquirenti ipotizzano una serie di reati gravi, a partire dall’apologia del fascismo e dalla manifestazione fascista (articolate secondo la cosiddetta Legge Scelba, n. 645/1952), fino alla propaganda discriminatoria su base razziale, anche in ambito digitale, prevista dall’articolo 604 bis del Codice Penale.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, nel corso delle operazioni sono stati rinvenuti tirapugni, pugnali, mazze, nonché bandiere, stendardi e altro materiale iconografico riportante simbologie naziste e fasciste. Contestualmente, sono stati sequestrati documenti e pubblicazioni di estrema destra, riconducibili all'attività della comunità, che da anni si presenta pubblicamente come custode del pensiero nazionalsocialista e del fascismo repubblicano.

Sotto la lente della Procura, diversi episodi di esaltazione pubblica di personaggi e vicende legati ai totalitarismi del Novecento. Tra questi, cerimonie commemorative come quella dedicata alla battaglia del San Martino, in cui – secondo gli inquirenti – sarebbero stati ostentati svastiche, fasci littori e altri richiami al Ventennio e al Terzo Reich.

Altrettanto preoccupante il materiale diffuso sui social network: contenuti che secondo gli inquirenti tendono a ridicolizzare o minimizzare la Shoah. Tra i casi più eclatanti figura un video celebrativo del compleanno di Adolf Hitler, corredato da immagini dei più noti gerarchi nazisti, e un invito a una festa di capodanno che ritrae quattro SS intente a brindare in un campo di concentramento. A questi si aggiungono messaggi di omaggio a Ursula Haverbeck, nota negazionista tedesca, accompagnati dall'invito a “proseguire nel suo nome la battaglia contro la grande bugia”.

L’indagine, tuttora in corso, punta a delineare i contorni di un’attività propagandistica strutturata e persistente, radicata nel territorio ma proiettata sul piano nazionale attraverso l’utilizzo sistematico dei social media. (11.06.25)

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