Il 10 gennaio 2016 il mondo perdeva David Bowie, una delle icone più eccentriche e influenti di sempre. Dieci anni dopo, la sua eredità è viva non solo nelle canzoni, ma in una serie di aneddoti che ne rivelano il carattere spigoloso e geniale. Molte di queste storie riguardano la sua quotidianità e quel talento poliedrico che lo portava a sfidare ogni convenzione, sociale o artistica che fosse.
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Il mistero dello sguardo di David Bowie
Uno degli elementi più discussi è sempre stato lo sguardo magnetico del "Duca Bianco": in realtà non soffriva di eterocromia, ma di anisocoria. Le sue iridi erano entrambe blu, ma una pupilla rimase dilatata per sempre a causa di una rissa per una ragazza avvenuta a 15 anni con l'amico George Underwood. Inavvertitamente l'unghia dell'amico graffiò l'occhio, causando il cambio di colore apparente.
Questo segno distintivo divenne parte del suo fascino alieno, lo stesso che a soli 17 anni lo spinse a fondare una società per la protezione degli uomini dai capelli lunghi, volta a difendere i giovani dalle molestie che subivano per le strade di Londra.
[caption id="attachment_2701041" align="aligncenter" width="1024"] David Bowie nel 1993 (Photo by Lester Cohen/Getty Images)[/caption]
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L'anticonformismo, le “stranezze”, le fobie
Il rapporto con le istituzioni britanniche fu sempre distaccato. Nel 2003, David Bowie rifiutò il titolo di Cavaliere offerto dalla Regina Elisabetta, commentando con fermezza che non era quello lo scopo per cui aveva speso la propria vita. Questa libertà si rifletteva anche nelle sue ossessioni private. Negli anni Settanta a Los Angeles, l’artista viveva consumando esclusivamente latte e peperoni, arrivando a conservare l’urina in frigorifero per il timore che dei maghi potessero usarla contro di lui.
A queste stravaganze si univano fobie concrete, come la paura del volo: David Bowie evitava gli aerei preferendo lunghe traversate navali a bordo della Queen Elizabeth II. Persino un’abitudine inglese come il tè gli era preclusa: lo detestava profondamente a causa di un terribile incidente avvenuto a cinque anni.
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David Bowie: un talento senza confini
Le relazioni con i colleghi furono spesso intense. Se con Elton John il rapporto si incrinò dopo che Bowie lo definì «la regina del rock'n'roll», con John Lennon visse avventure surreali: durante un viaggio a Hong Kong, Lennon lo convinse a mangiare un uovo macerato per mille giorni nell'urina di cavallo.
Ma, oltre gli eccessi, restava la musica: nell'album Diamond Dogs, Bowie dimostrò una padronanza unica suonando personalmente ogni singolo strumento. Una versatilità che lo portò anche al cinema, passando dal ruolo di Ponzio Pilato per Scorsese in L'ultima tentazione di Cristo (1988) fino al doppiaggio per Spongebob.
[caption id="attachment_2701053" align="aligncenter" width="1024"] David Bowie si esibisce a East Rutherford nel 1987 (Photo by Gary Gershoff/Getty Images)[/caption]
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A dieci anni dalla sua scomparsa, David Bowie rimane un'icona di eccentricità sopra ogni regola. Una mente superiore che ha saputo navigare tra fragilità umane e visioni divine, lasciando un'impronta indelebile che continua a influenzare la moda, l'arte e la percezione stessa della celebrità.