IL «TEDDY BEAR COAT» (CAPPOTTO CON GLI ORSETTI) è una creazione tra le più celebri e discusse di Jean-Charles de Castelbajac del 1988 (a pagina 146 di Style Magazine 1/2 206, in edicola con Il Corriere della Sera mercoledì 14 gennaio, il servizio sulla mostra Jean-Charles de Castelbajac. L’imagination au pouvoir).
Il designer dichiarò che i peluche non rimandavano alla sua infanzia ma che rappresentavano un simbolo collettivo, «la purezza dell’infanzia, il recupero del gioco come atto creativo». Ecco, proviamo a immaginare le reazioni del pubblico, soprattutto sui social, se lo stesso look uscisse in passerella oggi.
Idem per la maglieria con le decorazioni pop che Castelbajac disegnava per Iceberg. Eppure, gli anni Ottanta sono considerati «i migliori della nostra vita» per citare Renato Zero, uno che di pop se ne intende. Accogliamo il potere di immaginare una moda diversa solo se è vintage? Forse. Ed è qui che sbagliamo, dimostrando di non essere più capaci di ipotizzare una visione di rottura.
Tempi moderni che sanno di vecchio. Forse un orsetto ci salverà.
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