ANCHE PER QUESTA SCENA (la prima partita del film, a Londra), Timothée Chalamet è in pole position agli Oscar.
Perché il ping pong? Josh Safdie, regista di Marty Supreme ha raccontato: «Mi sono appassionato al ping pong da piccolo, sfidando mio padre e ascoltando i racconti di mio zio sui grandi anticonformisti della New York del XX° secolo attratti da questo sport. È stata mia moglie a trovare, in una bancarella di libri in vendita a un dollaro in un negozio dell’usato, un libro scritto da un prodigio ebreo newyorkese del ping pong: Marty Reisman. Stavo finendo Diamanti grezzi: non lo lessi subito, ma quando iniziai mi colpì subito questo mondo molto più strano ed emozionante di quanto avesse mai immaginato. Chiesi a mio zio di raccontarmi storie sul Lawrence’s Table Tennis Club, il leggendario regno del ping pong di New York City. Con mia moglie (Sara Rossein, oggi produttrice esecutiva e ricercatrice, ndr) ci ritrovammo immersi in un mondo affascinante, divorando ogni storia, clip e aneddoti che riuscivamo a trovare su questo sport e i suoi protagonisti oggi dimenticati».
Il primo incontro con Timothée Chalamet fu prima di Chiamami col tuo nome (2017). Leggenda vuole che l'attore abbia preso lezioni di ping pong per sei anni.