Sono nove in tutto, i lavori avviati dall’impresa di cui facevano parte anche Filippo Zito e Giuseppe Lo Cascio, pure loro arrestati lunedì scorso. Almeno fino al 5 giugno 2006, quando Mario Lucia decide di prendere carta e penna e scrivere a Sandro Lo Piccolo. Dalla lettere si apprende che i Lucia si sentivano raggirati da Zito e Lo Cascio e volevano che i boss catturati poi a Giardinello, sapessero la storia. “C’è chi lavora e chi fa bella vita”. Nella missiva si leggono una serie di lavori realizzati per conto di cosa nostra. Fra questi, interventi a 6 appartamenti a Isola delle Femmine, 40 a Carini insieme a tanti altri appalti a Palermo. In pratica i Lucia, erano in società con Zito e Lo Cascio ma lamentavano l’incoerenza dei due nel dividere i profitti. I cantieri più grossi li avevano tra Carini e Tommaso Natale.
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